Savona-Nuovofilmstudio-L’insulto

| 08.12. - 11.12.2017

Presso il Nuovofilmstudio piazza Rebagliati/Officine Solimano
ven 08 dicembre (15.30 – 17.30 – 20.30 – 22.30)
sab 09 dicembre (17.30 – 20.30 – 22.30)
dom 10 dicembre (15.30 – 17.30 – 20.30 – 22.30
lun 11 dicembre (15.30 – 20.30)

di Ziad Doueiri, con Adel Karma, Rita Hayek, Christine Choueiri – Francia/Libano 2017, 113’

Coppa Volpi per il miglior attore a Kamel El Basha al 74° festival di Venezia.

Beirut, Libano, durante alcuni lavori di restauro Toni, un cristiano libanese, e Yasser, un rifugiato palestinese danno vita a uno scontro verbale piuttosto violento. Il fatto scatena una spirale di azioni e reazioni che si riflettono sulle vite private di entrambi, compreso un lungo processo capace di generare risonanza mediatica nazionale, risvegliando antichi rancori mai del tutto sopiti nel profondo della società libanese.

Partendo da una parabola semplice, di stampo neorealistico – un’apparentemente banale contrasto su un luogo di lavoro – “L’insulto” si dilata sino a diventare possibilità, capacita di riflessione tanto sul piano storico quanto su quello politico e umano. Se nel precedente “West Beirut”, Ziad Doueiri, raccontava la guerra come il passaggio dallo stato di avventura personale a quello di tragedia nazionale, qui, basta un minuscolo pretesto per riaccendere la miccia e trasformare un banale incidente in un processo che spacca la nazione in due. Tra lapsus e impulso, dunque, l’opera si presenta come un’immersione in profondità, raccontata però in crescendo, perché il conflitto, come la rabbia, come l’umiliazione, è qualcosa che monta. L’abilità del regista si rivela nel sapersi muovere tra la sfera pubblica – il film processuale – e il momento privato – il dramma psicologico. Con il colpo a sorpresa di fare dei due avvocati rivali un padre e una figlia, che non possono non portarsi in aula dell’altro: qualcosa che va al di là degli “atti”, esattamente come il confronto tra Toni e Yasser va al di là dell’insulto pronunciato sul momento e affonda in una sofferenza, privata e collettiva. Doueiri porta davanti ad una corte di giustizia le due parti, perché giustizia dev’essere e non rimozione, ma non auspica né vittime né colpevoli, solo di affrontare fino in fondo le cose, per poter finalmente voltare pagina.
Meritatamente candidato agli Oscar 2018 tra i miglior film stranieri, così come il protagonista Kamel El Basha ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Venezia 2017.