Loano-Mercoledì d’Autore, Alice Zannoni

| 11.07.2018

Proseguono i “Mercoledì d’Autore”, la nuova rassegna letteraria organizzata dalla Libreria del Conte di Loano con il patrocinio dell’assessorato a turismo, cultura e sport del Comune di Loano.
Mercoledì 11 luglio alle 21 in Orto Maccagli Alice Zannoni presenterà il suo volume “L’arte contemporanea spiegata a mia nonna” (NFC Edizioni). Dialoga con l’autrice Stefano Sancio.
“Sono in giardino sotto il sole di aprile; poco dopo si siede vicino a me mia nonna con i suoi libri e mi chiede: ‘Cosa stai leggendo?’. Le rispondo un vago: ‘Di arte’. Mi allunga la mano e mi dice: ‘Leggi qua’.
Prendo quello che dalla forma è un santino, lo leggo e le rispondo che le parole sono molto belle. Non ho potuto contraccambiare il gesto offrendole quello che stavo leggendo io. Come spiegarle che uno squalo sotto formaldeide è un’opera d’arte e vale 12 milioni di dollari?”
L’autrice, giovane e affermata esperta d’arte contemporanea, con un divertente e serrato dialogo con la nonna novantenne, ci guida alla scoperta delle maggiori opere d’arte del Novecento raccontando con semplicità e autorevolezza cento anni di storia dell’arte, svelandone i fondamenti e mettendo in luce i meccanismi che fanno di un semplice scolabottiglie un’opera d’arte dal valore milionario. In un’epoca in cui l’arte, pur essendo alla portata di tutti, rimane un fatto elitario e spesso incomprensibile ai più, questo libro che non è un manuale, non è un testo teorico, né un saggio di estetica, diviene un’utile guida per conoscere, approfondire, riflettere su un mondo che spesso può apparire bizzarro e senza senso, ma che
si nutre proprio del reale per esistere.
L’ingrediente del successo di questo progetto è l’idea stessa che ha avuto Alice Zannoni – spiegare l’arte contemporanea alla nonna novantunenne – sviluppandola con un approccio linguistico semplice e con stratagemmi metaforici che consentono anche al lettore meno preparato di poter comprendere i meccanismi dell’arte. A cominciare dal titolo (forte, semplice e chiaro) il racconto si snoda in un avvincente dialogo tra Alice e la nonna Zita che, strutturato alternando momenti di arte e di vita, porta il
lettore a vivere una dimensione intima e familiare pur trattando le pagine argomenti piuttosto impegnativi. Ed è proprio l’equilibrio tra il carattere divulgativo e note specialistiche che rendono questo libro adatto ad un amplio pubblico di lettori; non si tratta di un manuale di storia dell’arte, né di un testo teorico, né di un saggio di estetica, piuttosto di un “kit di pronto intervento” per coloro che di arte non sanno nulla, un libro per dare una risposta non tanto a “che cosa è arte” ma al quesito “perché alcune
cose sono arte”.
Non solo arte. Nonna e nipote rappresentano due momenti della vita estremamente diversi, giovinezza e senilità e Alice Zannoni fa sì che il lavoro diventi implicitamente anche una riflessione sul tempo che fa
perno sull’arte come struttura portante di un confronto generazionale tra la nonna Zita, che a novantuno anni dice con convinzione che non vuole diventare vecchia perché vuole continuare a sapere “cose nuove”, e la nipote che di anni ne ha trentasei e tocca con mano il fatto che “la ruota gira” anche se resterà sempre la sua “toseta”, cioè la sua bambina.
“Devo tornare indietro per andare avanti – dice l’autrice – questo libro non può che partire da casa di mia nonna e non solo perché l’interlocutore è mia nonna, ma perché il senso di questa operazione si può apostrofare come ‘rivoluzione’.

Trovo sia una rivoluzione trasmettere il sapere e acquisire conoscenza e, in fondo, l’appellativo di rivoluzione, se preso in prestito dalla scienza, funziona perfettamente.

Revolutio è il giro che compie il pianeta sull’orbita trovandosi poi al punto di partenza per ricominciare. È un andare avanti tornando indietro per legittimare un altro giro che è il futuro. L’arte ha un carattere rivoluzionario, l’arte è un modo di sapere e il sapere è sempre una rivoluzione”.