Savona-Teatro Chiabrera-Il giro del mondo in 80 giorni

| 26.02.2019

26 FEBBRAIO ORE 9.30 (Turno A)
26 FEBBRAIO ORE 10.45
(fuori abbonamento)

FONDAZIONE TEATRO RAGAZZI
E GIOVANI di Torino
“Il giro del mondo in 80 giorni”
liberamente ispirato al romanzo di Jules Verne

testo e regia di Luigina Dagostino
con Claudio Dughera, Daniel Lascar,
Claudia Martore

indicato per le scuole elementari

Lo spettacolo è un percorso teatrale rivolto ai ragazzi sul tema della conoscenza, del gusto per le avventure e del valore del viaggio. Il romanzo di Jules Verne, apparso nel 1873, è considerato una favola della modernità attraverso il quale l’autore ha voluto trasmettere ai giovani del suo tempo la grandezza del mondo e, conseguentemente, il valore del viaggio come strumento che amplia i propri orizzonti in modo da conoscere e familiarizzare con i differenti popoli verso un’educazione interculturale. Una favola avventurosa e scientifica, dove “il c’era una volta” scompare e chi entra nella storia è continuamente sollecitato ad oltrepassare la cornice realista per immergersi nel mondo immaginario di cui i prodigi della tecnica sono parte integrante. Il viaggio di Fogg si basa su una scommessa “stupida e folle”, come la giudicano, per altro, i membri del Reform Club: gettare al vento ventimila sterline al semplice scopo di provare che la terra non è più vasta come “un tempo”. Verne si presenta come il cantore della civiltà industriale, offre ai suoi contemporanei un ritratto lusinghiero del suo tempo, dà la prova che il globo terrestre è ormai sotto controllo della tecnica umana e simboleggia in Fogg il desiderio di dominio dell’uomo moderno sul mondo. In realtà il viaggio, fin dalla partenza, è già un ritorno. La magica linea retta lungo la quale i viaggiatori si sono incamminati, ha la sola funzione di ricondurli a casa. L’unica reale ricompensa che modifica la vita del protagonista è la donna: Auda, principessa indiana destinata a completare la perfetta interpretazione sociale dell’eroe che, in fondo, aspira solo ad una vita tranquilla, alla fine delle sue avventure. Come nella battuta finale dello spettacolo, ciò che cambia realmente la vita di Fogg è l’arricchimento di una relazione umana: “l’amore e l’amicizia… vale la pena di attraversare tutto il mondo per trovare qualcosa di tanto prezioso!”. Il regista, nel rispetto della trama del romanzo, ne ha scelto i momenti più significativi utilizzandoli per la stesura di una riscrittura dedicata ai ragazzi. Tre giovani attori giocano sul palcoscenico mettendo in scena uno svariare di personaggi e situazioni che accompagnano lo spettatore nel raggiungimento della scommessa. Un trabattello, delle valigie, alcune stoffe e poco altro, sono gli elementi che compongono la scenografia dello spettacolo. Grazie ad un incalzante gioco del teatro d’attore, le tappe del viaggio si snodano cronologicamente in un ritmo vorticoso e sorprendente evocato dalla trasformazione del trabattello, elemento scenico attraverso il quale si vivono i vari quadri scenici dell’avventura a cui si aggiungono suggestivi giochi di luce che permettono di calarsi nelle atmosfere del viaggio.

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