Savona-Teatro Chiabrera-L’acciarino magico

| 10.04. - 11.04.2019

10 APRILE ORE 10 (Turno A)
11 APRILE ORE 10 (fuori abbonamento)

IL BAULE VOLANTE di Ferrara
“L’acciarino magico”
dalla fiaba di Hans Christian Andersen

di, con e regia Andrea Lugli
accompagnamento sonoro dal vivo
di Stefano Sardi

indicato per le scuole elementari

Un-due un-due! Un soldato marciava tornando dalla guerra! Il suo zaino era quasi vuoto e la sua pancia pure, ma nel cuore aveva grandi speranze e sentiva il mondo sorridergli. Cammina cammina incontra una strega che, in cambio del suo coraggio, gli offre monete d’oro, d’argento, rubini e diamanti. È solo la prima di una serie di avventure mirabolanti dove trovano posto un cane fatato, ricchezze, fortuna ma anche pericoli, vicoli oscuri, speranze, profezie, incontri misteriosi, l’amore di una bella principessa e persino un immancabile lieto fine. Cosa chiedere di più a una fiaba? Niente, ora dobbiamo solo fare silenzio dentro e fuori di noi, e ascoltarla. Lo spettacolo presenta una fiaba di Andersen meno frequentata ma, non di meno, cara all’immaginario collettivo per i significati reconditi che racchiude: la speranza verso il futuro, l’indomita forza della gioventù, l’importanza del coraggio, ma anche della prudenza e ancora, saper andare nel profondo, superare la paura, domare l’ “animale misterioso e potente” nascosto laggiù, farselo amico e poi, nei momenti di pericolo, saperlo evocare e persino cavalcare. La voce e il corpo narrante di Andrea Lugli si arricchiscono, in questa avventura, della voce di Stefano Sardi con i suoi virtuosismi e con le sue sorprese: canto, suono, evoluzioni multimediali con la pedaliera multieffetto alla ricerca di suggestioni metamelodiche che prendono per mano e portano dentro la storia. “L’Acciarino magico” prosegue la cifra stilistica del Baule Volante sulla narrazione proponendo un percorso sull’ascolto. Quell’ascolto e quell’attenzione che la Compagnia, più volte ospite in città, riesce a carpire e ottenere anche da un pubblico sempre più abituato a guardare immagini che si susseguono a ritmo vertiginoso e con parabole di attenzione sempre più brevi dimostrando la forza, ancora intatta, della parola.

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