Savona-Teatro Chiabrera-Wolfi. Bambino prodigio

| 12.04.2019

12 APRILE ORE 10 (Turno B-C)

COMPAGNIA CORONA di Milano
“Wolfi. Bambino prodigio”

di Roberto Corona e Claudio Raimondo
con Roberto Corona,
Massimo Cotta, pianoforte
e Sachika Ito, soprano
musiche di Wolfgang Amadeus Mozart
regia di Roberto Corona e Claudio Raimondo

indicato per il secondo ciclo elementare
e medie

Il tempo, oltre ad arrugginire le sue giunture, ha rimosso da Mozart la memoria della sua vita. Sarà la musica a guidare il ricordo dei momenti più importanti e di quelli meno noti della sua breve esistenza. Maestro e cantante vorrebbero seguire un ordine cronologico di tali eventi, ma la curiosità ancora infantile di Wolfi, il suo cercare nelle emozioni, più che nel tempo, ci portano in un’atmosfera sospesa tra estremi opposti, colorati di musica e visioni. Viaggi e incontri eccezionali ci immergono in un’epoca passata, ma ancora così umanamente vicina. L’atmosfera leggera, l’ascolto dal vivo di alcuni brani del genio, così profondamente emotivi, diventano una fonte di grande ispirazione per giocare e improvvisare con la fantasia. Trovare qualcosa di sé in quelle atmosfere, forse le grandi aspirazioni che aiutano a crescere, un senso leggero che attraversa l’anima, una passione che deve essere difesa e coltivata con tenacia. Ed è quello che forse ha fatto Mozart, il bambino prodigio, che all’età di cinque anni ha composto i suoi primi pezzi musicali e ci ha donato alcune delle più belle pagine della musica classica. Una vita particolare quella di Mozart. La sua genialità, la sua complessità sublime, ma soprattutto le sue emozioni conflittuali e la sua contraddittoria umanità ci mettono davanti a un personaggio eccezionale, al tempo stesso umano e comune. Wolfi, dunque, è tornato, e da gran viaggiatore quale è sempre stato, vuole uscire per vedere come è cambiato il mondo… Roberto Corona ha raccolto la sfida di confrontarsi con Mozart. Da una parte per l’interesse dell’argomento e per la grandezza del personaggio, dall’altra perché voleva parlare ad un pubblico di ragazzi, per i quali la musica classica, e in particolare la lirica, possono risultare “noiose”. La ricerca, quindi, si è rivolta, in particolare, verso quegli aspetti vivaci, vivi, giocosi, emotivi della vita di Mozart. La musica in questo ha avuto, naturalmente, un ruolo fondamentale: ma “come” metterla in scena per un pubblico di ragazzi? Dopo vari tentativi si è optato per un terzetto: un pianista, un soprano e un attore che impersona proprio lui, l’”enfant prodige”. La figura di Mozart che ne è venuta fuori è sì geniale, ma si è rivelata anche semplice ed ingenua. Sono stati scelti momenti della sua vita che più si potessero avvicinare al sentire dei ragazzi: dal suo rapporto con il padre Leopold, che riconosce il talento del figlio e lo indirizza, che lo porta in giro per le corti d’Europa, “bambino prodigio”, ma anche “scimmietta ammaestrata”, come lo canzonano i bambini di corte a Londra, alla rottura con il genitore, l’arrivo a Vienna e le grandi opere culminanti ne “Il flauto magico”.

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