Al Santuario con il FAI

| 13.04.2019

 

Musiche di affreschi ritrovati – 13 aprile 2019

Visita alle meraviglie del Santuario di Nostra Signora di Misericordia, gli affreschi di Eso Peluzzi, l’organo Malvestio, sotto la guida del FAI e la collaborazione del maestro Graziano Interbartolo.

Il prossimo 13 aprile grazie ad un’iniziativa promossa dall’ASP Opere Sociali N.S. di Misericordia di Savona sarà possibile scoprire i segreti e le meraviglie del Santuario di Nostra Signora di Misericordia. L’accoglienza sarà presso il Museo del Santuario a partire dalle ore 15.30. Il maestro Graziano Interbartolo svelerà dei segreti dell’organo della Basilica, realizzato nel 1928 dalla ditta Malvestio e sarà possibile accedere, in via eccezionale, nella camera dello strumento; seguirà una conversazione sull’affresco “Gloria di Angeli” realizzato nel catino absidale dal pittore Eso Peluzzi sempre nel 1928. Alle 17.15 ci si sposterà al Museo del Santuario per visitare la collezione con i suoi inestimabili tesori e le opere del pittore Eso Peluzzi. Per chi volesse partecipare alla S. Messa è prevista alle ore 17,15 .

Le visite saranno curate dal Fai – delegazione di Savona e da personale della Cooperativa Sociale Coedis. Per chi vorrà continuare la giornata al Santuario, sarà possibile consumare una cena al sacco presso una sala di Palazzo delle Azzarie messa a disposizione dalle Opere Sociali oppure degustare prodotti e vini tipici presso alcuni dei locali che hanno aderito all’iniziativa.

L’organo Malvestio e la Gloria di angeli di Eso Peluzzi

Il grandioso organo del Santuario fu costruito nel 1928 dalla ditta Malvestio di Padova una delle più note case organarie dell’epoca. Venne realizzato nell’ambito del grande intervento di rinnovamento architettonico del presbiterio effettuato tra il 1924 e il 1928 su progetto dell’architetto Nicolò Campora, in occasione del quarto centenario dell’Apparizione celebrato nel 1936. La ristrutturazione comprese anche la decorazione del catino absidale affidata a Eso Peluzzi (Cairo 1894 – Monchiero 1985) detto il pittore del Santuario, che vi affrescò nel 1928 la Gloria di angeli, un’opera concepita insieme all’organo come è evidente da alcuni disegni progettuali dello studio Campora. L’andamento dell’affresco, infatti, è studiato secondo la disposizione delle canne dell’organo e ne segue lo sviluppo ondulatorio, voluto per coinvolgere meglio i fedeli nel canto e il gruppo più numeroso di angeli sembra quasi accompagnare l’organo e i cantori con i propri strumenti, descritti con dovizia e realismo grazie alle conoscenze acquisite nel laboratorio del padre liutaio. Peluzzi conosceva bene l’arte dell’affresco e anche i molti esempi del passato da cui trae ispirazione senza perdere l’originalità. Sono evidenti l’influenza della raffaellesca Disputa del sacramento affrescata dall’artista urbinate nelle Stanze vaticane, della Gloria di Angeli realizzata da Gaudenzio Ferrari sulla cupola del Santuario di Saronno, forse il suo modello principale, dell’opera di Luca Signorelli, Melozzo da Forlì e Perugino. La Gloria di Angeli pagata 20000 lire è il frutto del rapporto privilegiato e affettivo tra Peluzzi e il Santuario dove visse per lungo tempo a partire dal 1919 e che elesse a luogo di lavoro, studio e fonte di pace a e rappresenta come gran parte delle sue opere un voto, un omaggio personale al suo “paese dell’anima” dove trovò le ragioni della sua arte.